“I tubi mi ossessionano, le condotte mi incantano. Potrei stare ore ed ore a contemplare le striature disegnate dai loro intrecci sulle carte geografiche. Sembrano gli intestini di qualche dio dell’energia che ha voluto fare harakiri davanti alle minacce di penuria di idrocarburi. Lungo i tracciati rettilinei, le tubazioni convogliano un liquido vischioso. L’olio fluido, come il sangue nell’arteria, scorre in tubi forti e resistenti. L’intrico di serpenti che trasportano il nero sangue del sottosuolo assomiglia a un reticolo di vene che irrigano il più vasto organismo vivente: l’umanità. Gli oleodotti costituiscono un invito al viaggio. Disegnano itinerari eccitanti. Sono vie di fuga.“
Concordo con Tesson, Elogio dell’energia vagabonda. Su questo.
Al seguente link potete consultare la mappa dei gasdotti europei, studiarne la complessità, seguirne i percorsi e perfino farvela mandare a casa in formato 85 x 120 cm. Questa è la mia mappa zero.
