Penso alla lettera di Victoria McCandless e al suo carattere revisionista (trama romanzo di Gray: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Povere_creature!_(romanzo)).
Pochi giorni or sono, ancora piacevolmente stordita dalla cavalcata di Bella attraverso il suo percorso di emancipazione, venivo catapultata dalla sopracitata missiva fuori dall’universo shelleyano senza che mi fosse stato chiesto il permesso.
La prima reazione a questo cambio di prospettiva fu di notevole smarrimento e di modesta delusione rispetto al processo di immedesimazione in Bella che il tempo del romanzo mi aveva gentilmente concesso. Tale sensazione si esaurì quando riconobbi il potere di questo salto. Victoria con la sua lettera testimonia e valorizza un percorso di emancipazione diverso da quello di Bella, un percorso che contempla la frustrazione, accetta l’irrisolto e infine gode del raggiungimento di selezionati obiettivi. Un percorso meno affascinante dei viaggi di una amazzone, delle sue multiformi passioni e della sua vocazione alla curiosità e tuttavia maggiormente ispirante in quanto più aderente al possibile. Non c’è nulla di più affascinante del possibile, credo. Il fatto che Gray dimostri di non dare credito alla lettera di Victoria ne moltiplica infine il potere.

Le prossime parole compongono appunti sparsi. Godetene, se volete.

  • Spogliato della sua sovraccoperta raffigurante il primo piano di Emma Stone nel pluripremiato film, si scopre la copertina del romanzo di Alasdair Gray nella versione tradotta in italiano da Sara Caraffini. Al centro un disegno grottesco che Gray attribuisce ad un certo William Strang: un teschio umano su sfondo nero ospitante una donna nuda appoggiata a braccia incrociate alla sua arcata dentale inferiore. Tutto intorno altri organi o parti del corpo: un cervello su sfondo corallo, un cuore su sfondo rosso, un femore su sfondo ocra e tanti piccoli denti posizionati sotto il nome dell’autore. Oltre alle altre raffigurazioni che sembrano provenire da un atlante di anatomia il volume è disseminato di immagini di testi scritti in modo più o meno comprensibile che capiremo essere opera di Bella nelle varie fasi della sua evoluzione. Mia figlia aggiunge i suoi scarabocchi in pennarello azzurro e si sovrappone virtualmente a quelli della protagonista completandone l’opera. Questo volume parla prima ancora di essere letto.
  • Bella è caratterizzata da una straordinaria spontaneità che trovo commovente e liberatoria come un pianeta senza gravità.

  • E la sua guancia impallidì leggermente (pag. 21).// Forse arrossii, di certo mi sentivo il viso accaldato (pag. 45).//Quando queste mi incrociavano il loro volto si irrigidiva, diventava pallido o di un rosa acceso (pag. 47).//Sogni a occhi aperti come questo modificano l’aspetto della mia pelle per ore e ore (pag. 48). Quando la pelle parla.
  • Alessandria d’Egitto: le tappe di un viaggio non sono tutte ugualmente importanti. Alcune lo sono di più.
  • Come nel “Sovvertimento dei sensi” il racconto della vita altrui è esercizio fallimentare.

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