Da quando ho acquistato casa in piazza quasi quotidianamente mi ritrovo ad assistere ad un funerale. Oggi é giorno di mercato. Le persone scivolano distratte tagliando la piazza disordinatamente. Qualcuno si concede una deviazione sino al sagrato della chiesa dove un cavalletto in legno sostiene una cornice dorata che a sua volta accoglie un manifesto funebre. Il funerale si svolgerà nel pomeriggio. La piazza é abitata da cerimonie di diversificata fattura, livello di partecipazione, pomposità e tuttavia accumunate da un minimo comun denominatore: la morte. Un momento di passaggio verso la vita eterna per chi crede; per tutti un evento intenso, commovente, spesso di profonda disperazione.
Non posso non prendere nota di quanto segue:

  • si muore: oggi, domani e dopo.
  • il carpe diem è sempre una buona idea.
  • parlare di morte è ancora tabù, come parlare di sesso e di soldi.

Per ora chiudo ma riprenderò l’argomento che, come potete immaginare, mi sta particolarmente a cuore (finché batte).


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